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9377203 orig“Una vita tra le due dita” è stato il progetto promosso dalla Fondazione Rachelina Ambrosini di Avellino a cui ha aderito la Fidapa di Reggio Calabria. Nel corso degli ultimi mesi l’Associazione ha messo in pratica una raccolta di gomitoli di lana colorati, che hanno consegnato nei giorni scorsi, alla Direttrice del carcere di Reggio Calabria, Carmela Longo. I gomitoli sono destinati alla detenute della casa circondariale, le quali realizzeranno dei capellini di lana, al fine di donarli alla Fondazione per i bambini nati prematuri dell’Africa.
A consegnare ufficialmente il materiale alla Direttrice Carmela Longo, è stata la Presidente della Fidapa, Bruna Siviglia insieme ad un gruppo di socie ed in presenza della Consigliera delle Pari Opportunità, Daniela De Blasio. Grazie al lavoro delle detenute tanti neonati potranno essere salvati.

Francesca Martino

Salerno africaNell’ambito del grande progetto quinquennale del Cuamm “Prima le Mamme e i Bambini”, lo scorso 13 settembre 2014 è stata inaugurata la prima Scuola per Ostetriche ed Infermiere in Sud Sudan, nella Contea di Lui. Importante il contributo offerto dai cittadini di Salerno attraverso il determinante impegno della Parrocchia di San Demetrio Martire.
Culla delle iniziative la Fondazione Rachelina Ambrosini da anni operativa con i Medici con l’Africa Cuamm, la più antica organizzazione sanitaria italiana, presente in Africa.
Un silenzioso lavoro per il bene di questi popoli teso a fare prevenzione con progetti di salute pubblica con strutture ospedaliere e centri di formazione con la collaborazione di ben 33 università europee. Anche l’Università degli Studi di Salerno ha sottoscritto un protocollo d’intesa con i Medici con l’Africa Cuamm e la Fondazione Ambrosini, alfine di dare la possibilità agli studenti laureandi della Facoltà di Medicina e le studentesse del corso di Laurea in Ostetricia, di trascorrere un periodo di formazione teorica/pratica in Africa. Pochi giorni fa, il 13 aprile è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Azienda Ospedaliera S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, il Club Rotary Salerno Est e la Fondazione Rachelina Ambrosini insieme ai Medici con l’Africa Cuamm, per la frequenza periodica di medici ed infermieri provenienti dai paesi del sud Sahara e con specifiche iniziative a favore delle ostetriche del Sud Sudan.

10984603 1574192926194030 5795991283372215316 nSabato 28 marzo è salpata dal porto di Salerno la nave dell’accoglienza della Fondazione Rachelina Ambrosini. Ha levato l’ancora dai fondali della coscienza dei grandi cavalcando la cresta dell’onda con la semplicità dei piccoli. Un varo avvenuto al Teatro San Demetrio alla presenza di studenti salernitani, di ogni ordine e grado, perfettamente integrati, in rappresentanza dei cinque continenti. Dal piccolo Aziz tunisino ad Emanuela, salernitana, con genitori filippini. Una vivace platea di mondialità dove l’emigrante e l’immigrato, l’apolide ed il rifugiato hanno testimoniato la partita della loro vita. Piccole e grandi storie dall’Argentina, al Camerun, dall’Honduras al Burkina Faso, al Sud Sudan. Una rotta con il timone controcorrente, per raggiungere a fine anno le coste africane.
Dal palco, dove sono saliti solo gli studenti, è stata lanciata una bottiglia con all’interno un messaggio d’amore: “Accoglienza, integrazione con l’unica legge che l’uomo dovrebbe sempre applicare: quella del “buon senso, del rispetto, delle braccia aperte, in un codice di diritto quello alla vita”.

Venticano, 6 dicembre 2014
Un’intera comunità di studenti, genitori, docenti, ha riempito l’Albergo Europa di Venticano nella giornata organizzata dalla Fondazione Rachelina Ambrosini in occasione della cerimonia di premiazione dei partecipanti al 13° concorso scolastico con il tema di quest’anno dedicato al valore della famiglia. E’stata la giornata del cuore, ascoltando con emozione, sorpresa, gioia ed amarezza i ragazzi delle scuole italiane e le testimonianze provenienti dalle Filippine, dallo Sri Lanka, dall’Honduras e da Maria proveniente da un fronte di guerra alle porte di casa nostra: l’Ucraina. Una giornata resa indimenticabile con la lettura del messaggio e la benedizione di Papa Francesco. E, mentre il sole teneva lontane le nuvole trattenutesi per tutto il tempo sospese ad incorniciare una giornata d’amore, i pullman ripartivano con destinazione Minervino Murge, Roma, Salerno, Giffoni Sei Casali, Cancello e Arnone, Rotondi – Roccabascerana, Canosa di Puglia, Montemiletto, Montefalcione, Baiano, Taurano, Lauro, Pietradefusi. Qui è già Natale.

Torino, 29 novembre 2014

Il Politecnico di Torino ha ospitato l’annuale incontro organizzato dai Medici con l’Africa Cuamm. Nella città piemontese si sono dati appuntamento quanti si preoccupano delle sorti di chi vive nell’ultimo miglio del pianeta. Un’aula magna gremita di giovani impegnati con l’Africa ad ascoltare testimonianze di medici specializzandi di rientro dai luoghi di missione: Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania e rappresentanti di Istituzioni silenziosamente operative nel dare una mano. Quanti amici, quante belle persone, e c’eravamo anche noi, la Fondazione Rachelina Ambrosini, a rappresentare tutti coloro che ogni giorno ci aiutano in terre vicine e lontane. Emozionante, indimenticabile, l’incontro con il dott. Michael Samuel Mading, direttore generale dei servizi sanitari in Sud Sudan e la dott.ssa Chiara Scanagatta, responsabile della prima Scuola per Osteriche ed Infermiere inaugurata lo scorso 13 settembre in Sud Sudan, e realizzata con l’importante contributo della Fondazione Ambrosini insieme alla Comunità della Parrocchia di San Demetrio Martire di Salerno, attraverso l’opera dell’infaticabile Mons. Mario Salerno e di alcune associazioni salernitane. Per tutti un momento di gioia e di gratitudine, alla presenza del dr. Giampaolo Cantini, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, e sotto lo sguardo di don Luigi Mazzucato la storia del Cuamm. Anche questa è l’Italia, un Paese che ha uomini e donne che ogni giorno, continuano a fare la loro parte in difficili situazioni di lavoro, affrontando per il bene dell’umanità anche quei rischi gravi come l’ebola. Resta il rammarico che insieme ad una giovane specializzanda in medicina, proveniente da Catania e prossima a partire per una missione, eravamo gli unici a rappresentare un mezzogiorno di un’Italia che fa fatica anche a far conoscere le buone notizie. 

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